{"id":21,"date":"2022-04-05T16:42:16","date_gmt":"2022-04-05T14:42:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.federicarossiginecologa.it\/site\/?p=21"},"modified":"2022-06-13T12:48:14","modified_gmt":"2022-06-13T10:48:14","slug":"vulvodinia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.federicarossiginecologa.it\/site\/vulvodinia\/","title":{"rendered":"VULVODINIA"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.17.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding=&#8221;10px||||false|false&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.17.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding=&#8221;0px||||false|false&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.17.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.17.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p>Intervista da me rilasciata a Michela Coluzzi dell&#8217;Agenzia DIRE www.dire.it<\/p>\n<p>La <strong>vulvodinia<\/strong> \u00e8 una patologia dolorosa che <strong>colpisce l\u2019organo genitale femminile e affligge circa il 15% delle donne compromettendone seriamente la qualit\u00e0 della vita<\/strong>. Le cause sono molteplici e non sempre note. Infatti molte pazienti, dopo peripezie varie e esami obiettivi infruttuosi, vengono prese per <strong>malate immaginarie<\/strong> e continuano a vivere il problema per anni e in solitudine. E siccome i <strong>rapporti sessuali per queste donne sono dolorosissimi<\/strong> anche la vita a due pu\u00f2 essere davvero difficile, anzi trasformarsi in un inferno. La sintomatologia \u00e8 varia ed \u00e8 per questo che gli stessi ginecologici vanno sensibilizzati. <strong>Un test specifico per diagnosticare la vulvodinia esiste<\/strong>, ma il ginecologo deve tenere in considerazione che tra le ipotesi di malattia ci sia anche la vulvodinia.<\/p>\n<p>Farmaci \u2018prestati\u2019 alla malattia che possono aiutare non mancano, ma va \u2018indagata\u2019 la paziente a 360 gradi. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, del test a disposizione, le cure e le piccole ma importanti strategie che vanno messe in atto per migliorare sostanzialmente la vita di queste donne e abbattere un tab\u00f9 che si chiama vulvodinia, l\u2019agenzia di stampa Dire ha intervistato <strong>Federica Rossi<\/strong>, ginecologa presso l\u2019ospedale Fatebenefratelli Isola-Tiberina di Roma.<\/p>\n<h2>VULVODINIA: &#8220;DOLORE, BRUCIORE E DIFFICOLTA&#8217; NEI RAPPORTI&#8221;<\/h2>\n<p><strong>&#8211; Che cos\u2019\u00e8 la vulvodinia? E quante donne in Italia ne soffrono?<\/strong><\/p>\n<p>La vulvodinia \u00e8 una <strong>condizione cronica<\/strong> che presenta tre caratteristiche specifiche: <strong>il dolore vulvare, il bruciore e la difficolt\u00e0 nei rapporti e ne soffre il 15% donne italiane<\/strong>. Al contrario di quanto si pensi dai numeri si evince come non sia una malattia rara. La met\u00e0 delle donne affette dalla vulvodinia lamenta dolore durante il rapporto sessuale e questo provoca fratture anche nella coppia. <strong>Solo il 60% di queste donne trova risposta al problema<\/strong>. Si comprende come la vulvodinia sia misconosciuta e non diagnosticata tanto che la paziente non viene trattata adeguatamente. La vulvodinia, e qui sta il problema principale, non \u00e8 riconosciuta dagli stessi medici. Nella mia pratica clinica mi capita di incontrare donne che riferiscono di aver collezionato decine di visite specialistiche senza arrivare a una diagnosi. Per questo vanno sensibilizzate tanto le donne, ma soprattutto i medici al fine di acquisire competenze utili a diagnosticare la patologia. Il dolore riferito dalla donna a molti appare infatti \u2018ingiustificato\u2019 rispetto al risultato dell\u2019esame obiettivo che \u00e8 negativo perch\u00e9 il <strong>medico ginecologo non osserva spesso lesioni o alterazioni ai genitali. Le pazienti al tempo stesso non riescono a compiere azioni semplici e quotidiane perch\u00e9 dolorose come: accavallare le gambe, eseguire gli sport come l\u2019equitazione o la bicicletta, andare in scooter<\/strong>. Un altro elemento da valutare \u00e8 il criterio temporale, cio\u00e8 per parlare di vulvodinia il dolore deve essere circoscritto alla zona vulvare e deve durare da almeno tre mesi. Tutte queste informazioni messe insieme dovrebbero portare il medico a sospettare una vulvodinia\u2019.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quando la paziente deve recarsi dallo specialista?<\/strong><\/p>\n<p>Come detto bisogna fare attenzione se abbiamo: dolore vulvare, bruciore, <strong>impossibilit\u00e0 ad avere rapporti sessuali e in particolare durante l&#8217;atto della penetrazione<\/strong>. Queste sono le spie che devono far mettere in moto la paziente e fissare una visita dal ginecologo\u2019.<\/p>\n<p><strong>&#8211; C\u2019\u00e8 una fascia d\u2019et\u00e0 maggiormente predisposta a questa problematica?<\/strong><\/p>\n<p>No tutte le fasce d&#8217;et\u00e0 della donna sono implicate dalle bambine fino alle donne in menopausa. <strong>Pi\u00f9 frequentemente la vulvodinia fa la sua comparsa tra i 30 e i 35 anni<\/strong>. Questo perch\u00e9 tra le cause che possono portare alla vulvodinia va ascritta anche la dispareunia post parto, lacerazioni durante il parto oppure le episiotomie che si eseguono alle volte durante il parto vaginale. Ma questo problema pu\u00f2 arrivare anche pi\u00f9 in l\u00e0 con l\u2019et\u00e0 e coincidere con la menopausa caratterizzata da una mancanza di estrogeni che induce una modificazione della mucosa vaginale in senso atrofico e il tessuto vaginale cambia con il passare dell\u2019et\u00e0, diventa pi\u00f9 rigido e quindi pu\u00f2 provocare tale sintomatologia\u2019.<\/p>\n<h2>BASTA TABU\u2019, PAZIENTI VANNO ACCOLTE. TANTE DONNE ARRIVANO A PENSARE DI ESSERE PAZZE<\/h2>\n<p><strong>&#8211; Spesso c\u2019\u00e8 reticenza a parlare di questo argomento, le pazienti come ci riferiva spesso non vengono credute dagli specialisti che \u2018non vedono\u2019 segni clinici di una malattia. Ecco in base alla sua esperienza cosa bisogna fare meglio e di pi\u00f9 per queste pazienti?<\/strong><\/p>\n<p>Credo innanzitutto che vada accolta e ascoltata la paziente che spesso \u00e8 disperata e arriva a pensare di essere pazza, ma pazza non \u00e8. Esiste una causa per cui queste donne hanno dolore e spesso si tratta della punta dell\u2019iceberg <strong>di tutto ci\u00f2 che succede dal punto di vista biochimico<\/strong>. Nelle donne che soffrono di vulvodinia si osserva <strong>una maggiore proliferazione delle terminazione nervose<\/strong> che alterano la percezione del dolore. In pi\u00f9 si associa una <strong>condizione di neuroinfiammazione<\/strong> che porta alla circolazione di citochine, mediatori dell\u2019infiammazione, che appunto tendono ad infiammare la zona coinvolta. Si tratta di un <strong>&#8216;incendio&#8217; biochimico<\/strong> e l\u2019infiammazione sostenuta dalla caduta delle citochine, piccoli messaggeri che alimentano tale fuoco e determinano l\u2019estensione del dolore. Succede di conseguenza che quando c\u2019\u00e8 l\u2019infiammazione si attiva anche una risposta del muscolo della zona vulvare. I muscoli che contornano la zona infiammata si contraggono, questa reazione genera dolore che determina, per azione di difesa, il restringimento vaginale. <strong>Data la vicinanza all\u2019uretra queste donne affette da vulvodinia soffrono anche di cistiti ricorrenti post coitali<\/strong> cio\u00e8 queste donne dopo uno o due giorni dal rapporto sessuale lamentano cistiti perch\u00e9 la dislocazione del pavimento pelvico porta un trauma sull\u2019uretra e di conseguenza si manifesta la cistite. Anche il contesto familiare va valutato. Uno studio infatti ha dimostrato che nelle donne affette da vulvodinia c\u2019\u00e8 una correlazione con una storia di <strong>genitori diabetici<\/strong>. Il diabete va allora indagato nella famiglia e nella paziente stessa perch\u00e9 \u00e8 un dato noto, che l\u2019<strong>aumento della glicemia cio\u00e8 la condizione di diabete o prediabete, aumenta nella donna anche le infezioni da candida. Si \u00e8 visto infatti che nelle donne che presentano una candida ricorrente, tre episodi ravvicinati, non trattati adeguatamente, hanno una alta possibilit\u00e0 di andare incontro alla vulvodinia<\/strong>. Infine non bisogna trascurare anche nelle donne le problematiche gastrointestinali. Si evince insomma come la paziente che soffre questo disturbo va indagata a 360 gradi e non pu\u00f2 essere il \u2018solo\u2019 ginecologo a prendere in carico la paziente ma <strong>serve un approccio multidisciplinare<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&#8211; E per poter prevedere un approccio plurispecialistico esistono dei team e dei percorsi costruiti ad hoc che prendano in carico queste pazienti?<\/strong><\/p>\n<p>Dovrebbero esistere delle equipe multidisciplinari che prendono in carico la paziente. E\u2019 chiaro che il primo approccio \u00e8 del ginecologo il quale, attraverso un esame obiettivo, esclude delle cause secondarie. Questo perch\u00e9 la diagnosi per vulvodinia, sottolineiamolo, si effettua per esclusione di altre patologie come ad esempio: ulcere, herpes, ad esempio, che possono riguardare l\u2019aspetto della vulva. Solo in un secondo momento il ginecologo pu\u00f2 avvalersi dello &#8216;<strong>swab test&#8217;<\/strong>\u00a0che \u00e8 evocativo e cio\u00e8 provoca un dolore acuto nella zona vulvare quando \u00e8 toccata in alcuni punti specifici con un cotton fioc umido. Dopo la diagnosi del ginecologo la paziente va studiata per altri fattori di rischio e per familiarit\u00e0 come dicevamo prima. Va considerata anche la presenza eventuale di lacerazione che possono interessare la zona vulvare, anche purtroppo a seguito di abusi sessuali. E non escludiamo la vulvodinia se la donna \u00e8 affetta da celiachia\u2019.<\/p>\n<h2>ESISTE UNA CURA? MEGLIO PARLARE DI STRATEGIE<\/h2>\n<p><strong>&#8211; Esiste una cura? Quali sono le strategie utili nella vita di tutti i giorni da mettere in atto?<\/strong><\/p>\n<p>Quello che io propongo alle mie pazienti \u00e8 di <strong>seguire delle corrette norme igieniche<\/strong>, per la detersione optare per saponi non profumati, utilizzare slip in cotone bianco, evitare l\u2019attivit\u00e0 fisica che pu\u00f2 portare a traumi nella regione vulvare, curare la vulvodinia con i <strong>farmaci se c\u2019\u00e8 una candida. L\u2019approccio classico farmacologico alla vulvodinia \u00e8 legato a farmaci che ci \u2018prestano\u2019 i neurologi e gli psichiatri che sono la amitriptilina che \u00e8 un antidepressivo<\/strong>. Chiariamo bene che il ginecologo non prescrive questo farmaco perch\u00e9 la paziente \u00e8 depressa, ma perch\u00e9 <strong>la sostanza riduce l\u2019infiammazione che \u00e8 la causa di molte patologie<\/strong>. Abbiamo la possibilit\u00e0 di usare anche <strong>gli antiepilettici che hanno la capacit\u00e0 di ridurre la trasmissione del dolore<\/strong> e quindi ci aiutano a placare il dolore provocato dalla vulvodinia. Sempre studi recenti hanno dimostrato come siano utili altri farmaci pi\u00f9 semplici come: <strong>l&#8217;acido alfa lipoico, la vitamina d, i probiotici che ci aiutano nella gestione della vulvodinia<\/strong>. E\u2019 bene anche ricorrere ad un approccio olistico e quindi via libera <strong>all\u2019agopuntura, all\u2019osteopatia e proporre dieta antinfiammatoria<\/strong> che prevede uso buon quantitativo di <strong>omega 3, verdura a foglia verde, un adeguato apporto di carboidrati e all\u2019interno di questa categoria privilegiare quelli a basso contenuto di glutine che sono infiammatori e non solo per chi \u00e8 celiaco<\/strong>.<\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista da me rilasciata a Michela Coluzzi dell&#8217;Agenzia DIRE www.dire.it La vulvodinia \u00e8 una patologia dolorosa che colpisce l\u2019organo genitale femminile e affligge circa il 15% delle donne compromettendone seriamente la qualit\u00e0 della vita. Le cause sono molteplici e non sempre note. 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